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Nuovi stadi, il calcio “scrive” la riforma al governo: “Un affare da 4,5 miliardi”

Nuovi stadi, il calcio “scrive” la riforma al governo: “Un affare da 4,5 miliardi”

Una lettera condivisa da Coni, Federcalcio e Lega Serie A al governo. A poche ore dal Dl Natale, il mondo dello sport chiede aiuto: né soldi né sgravi, ma un aiuto concreto, pratico, per snellire la burocrazia che blocca la realizzazione di nuovi stadi in Italia. Una lettera che, a ben guardare, sembra già la bozza di un testo di riforma della legge sugli stadi. “Dobbiamo denunciare lo stato obsoleto e carente delle infrastrutture sportive nel nostro Paese”. Così, dopo le premesse sul momento storico, entra nel vivo il testo firmato da Giovanni Malagò, Gabriele Gravina e Paolo Dal Pino, ossia i dirigenti al vertice dello sport e del calcio italiano, diretta al premier Giuseppe Conte e ai ministri Roberto Gualtieri (Economia) Vincenzo Spadafora (Sport) e Dario Franceschini (Beni culturali).

4,5 miliardi di investimenti in 10 anni

“Il rinnovamento degli stadi potrà comportare investimenti fino a 4,5 miliardi nei prossimi 10 anni, con la creazione di 25 mila nuovi posti di lavoro e un gettito fiscale di 3,1 miliardi”, recita il testo, che ha allegato un rapporto Monitor Deloitte, dopo aver sottolineato come in Italia siano necessari tra gli 8 e i 10 anni per avere le autorizzazioni a costruire (la Roma è in ballo da 8 e ancora non vede la luce), contro una media europea di 2 o 3 anni. I punti della lettera sono tre, ma tutti molto approfonditi.

Tempi certi e case intorno agli stadi

Il primo punto è quello base: snellire il processo autorizzativo, che “In Italia comporta 7 fasi rispetto alle 2 della Germania e alle 4 come media europea”. Altra voce: ridurre le incertezze “considerando che in Italia sono previste 6 diverse autorità competenti”, rispetto all’Europa dove nei casi migliori ne sono previste solo una o due. E poi il punto tre, forse il più importante, quello che potrebbe fare da volano a nuovi progetti: ossia garantire la sostenibilità del progetto abolendo il divieto di prevedere opere residenziali, un vincolo che esiste solo in Italia. A cui aggiungere, magari, la cessione dell’area gratuitamente dopo una concessione di 99 anni (o a prezzo agevolato), agevolazioni fiscali o supporto all’accesso al credito per la costruzione e un partenariato pubblico-privato per le opere pubbliche connesse (strade, parchi…).

Un volano per nuovi investitori stranieri

Una lettera certamente ispirata dalle battaglie di Roma e Fiorentina, con i nuovi proprietari Friedkin e Commisso che sullo stadio puntano pesantemente per il rilancio delle due società. Ma anche in chiave Inter e Milan, col nuovo San Siro, e per attirare nuovi investitori stranieri verso il nostro calcio. Coni, Figc e Lega Serie A sono certi che “il nostro appello non potrà essere sottovalutato da un Governo pronto ad aiutare la ripresa del settore sportivo e ad accogliere miliardi di investimenti per rilanciare il calcio italiano, che in questo momento rischia il fallimento, e l’intera economia del nostro Paese”.

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Redazione Football

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