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Come ha influito l’emergenza Covid-19 sull’economia della Serie A? – Economia

Come ha influito l’emergenza Covid-19 sull’economia della Serie A? – Economia

La pandemia ha messo in ginocchio diversi settori dell’economia italiana, coinvolgendo anche lo sport e il calcio, in particolare. Il mondo del pallone, già in forti difficoltà finanziarie, potrebbe aver ricevuto il colpo di grazia: crollati gli introiti pubblicitari, azzerati gli incassi da botteghino, merchandising in affanno. La Lega Calcio ha provato a dare una risposta importante aprendo all’arrivo di un advisor che garantirà l’ingresso di fondi privati e un’iniezione importante di liquidità, intanto però la situazione è drammatica per tantissimi club delle serie minori e di Serie A.

L’esempio lampante di come il nostro campionato abbia vissuto al di sopra delle proprie possibilità negli ultimi cinque anni è rappresentato dalla spesa sostenuta per gli ingaggi.

Ingaggi in calo

Cinque anni di ascesa folle, per certi versi anche ingiustificata visto che il livello tecnico e spettacolare del campionato non è migliorato, al netto dell’arrivo di una stella come Cristiano Ronaldo (un unicum che non può essere inserito in un’analisi più profonda): questa stagione, però, il totale degli ingaggi dei calciatori di Serie A torna a calare.

Nel 2015-16 i club del massimo campionato spendevano 882 milioni di euro per gli stipendi ai giocatori. Nel 2019-20 si è arrivati all’astronomica cifra di un miliardo e 360 milioni, ovvero una crescita di circa il 46%. Le percentuali, peraltro, sono state in forte rialzo anche anno su anno nelle ultime due stagioni, +18% e +20%.

Con l’emergenza Covid-19, ecco il primo passo indietro: quest’anno si spendono 1 miliardo e 288 milioni di euro in ingaggi, una contrazione del 5% e in assoluto di 72 milioni di euro. Non tantissimi ma è di certo un dato significativo: non va dimenticato che i club italiani godono di una tassazione dimezzata per i compensi dovuti ad atleti provenienti da campionati esteri.

Chi sono i più spendaccioni

Quasi superfluo ricordare che il club più “spendaccione”, in questo senso, è la Juventus: sul bilancio dei bianconeri pesano i 236 milioni di euro per gli ingaggi (31 milioni per il solo Cristiano Ronaldo) ma anche in questo caso si registra una corposa riduzione rispetto allo scorso anno (294 milioni), dovuta anche alle rescissioni di contratti importanti (Higuain e Matuidi, ad esempio). Ricollegandoci al discorso Ronaldo, vale la pena sottolineare come il portoghese sia l’unico a superare (nel suo caso li triplica) i 10 milioni di euro d’ingaggio in tutta la Serie A. Segue, infatti, Lukaku con 7.5 milioni + 1.5 di bonus.

L’Inter, da molti indicata come principale antagonista per lo scudetto e reduce dalla vittoria importante col Napoli ( su stadiosport.it troverete i Video Gol e Highlights), segue in questa speciale graduatoria con 149 milioni (+10 su base annua), mentre proprio il Napoli ha sfondato ormai da qualche stagione il muro dei 100 milioni (oggi è a quota 105).

La Roma – tra le partite di oggi c’è quella che vede i giallorossi impegnati col Torino – precede i partenopei (112 milioni, -13 rispetto allo scorso anno), mentre spiccano (in positivo) i “soli” 90 milioni di euro spesi dal Milan. Una gestione tecnica e finanziaria più oculata sta permettendo ai rossoneri di risalire la china sia in campo (come dimostra il primo posto in campionato) sia a livello di conti.

Non è complicato indovinare le due squadre che spendono di meno: Crotone e Spezia (23 e 22 milioni) hanno come obiettivo quello di mantenere la categoria, mentre l’altra neopromossa, il Benevento, ha allestito una rosa di tutto rispetto come testimoniano i 32 milioni di euro spesi per gli ingaggi. Udinese (31 milioni) e Verona (24) sono le altre squadre particolarmente parsimoniose da questo punto di vista.

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Redazione Football

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