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Juve, Sarri: “Scudetto? essere vicini non basta”


Ecco le parole del tecnico bianconero alla vigilia della sfida (forse decisiva per lo scudetto) contro l’Udinese

Maurizio Sarri non vuole sentir parlare di scudetto vicino, perché vicino nello sport non significa niente. Così quando sente pronunciare la parola magica fa il classico gesto scaramantico, lo stesso del post Lazio. Nono solo: quando qualcuno gli domanda se si è dato una spiegazione sul perché venga così tanto criticato nonostante sia un passo dal traguardo, risponde senza filtri: “Forse sto sui coglioni a qualcuno. Quelle dei giornalisti sono opinioni e mi interessano relativamente. Fatemi essere presuntuoso, sul calcio penso di saperne di più, ho tutti i dati a disposizione sulla squadra per saperne di più. Le opinioni sono legittime, ma non mi toccano più di tanto”.

LA CHAMPIONS PUÒ ATTENDERE

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Sullo scudetto, il tecnico si limita a ribadire che “mancano 4 punti e farli in questo momento è difficile, dobbiamo rimanere con la testa sulle singole partite. Bisogna pensare all’Udinese e poi alla Sampdoria. Dobbiamo continuare nella consapevolezza che in questo momento è dura per tutti giocate con tutti”. Anche la Champions in questo momento passa in secondo piano: “Le scelte dei vari club sono dettate dalle circostanze: il campionato tedesco è finito molto presto, era difficile tenere i giocatori a lavorare con l’obiettivo lontano, così il Bayern ha mandato i suoi in vacanza per un po’. Il City invece ha fatto un altro tipo di scelta, anche perché non poteva più puntare alla Premier. Noi ci stiamo giocando il campionato e per ora non dobbiamo pensare ad altro”.

RONALDO FUORI DAL COMUNE

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A Udine Sarri difficilmente avrà Higuain, fermato dal mal di schiena (“Ieri lui e Chiellini erano ancora nelle mani dei dottori”) ma il tecnico può contare su un Ronaldo motivatissimo, che punta alla classifica marcatori: “Ho parlato con lui ora, si sente benissimo. Ha una grandissima capacità di recupero sia fisico sia mentale, che fa parte del suo Dna. Ha capacità non comuni, riesce a proiettasti sempre su nuovi obiettivi e questa è la sua forza”. Sull’intesa tra lui e Dybala il tecnico risponde così: “Noi siamo una squadra forte che ha ancora margini di miglioramento. Le difficoltà nella convivenza tra due calciatori di così alto livello faccio fatica a vederle. Ci sono dei momenti in cui possiamo non coprire bene l’area di rigore, ma è tutto compensato dalla qualità individuali e di questi due giocatoti: si sta parlando di due che hanno fatto 51 gol insieme”.

RUGANI MERITAVA DI PIÙ

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L’Udinese fa paura perché “è una squadra fisica che sta bene atleticamente in questo momento. Arrivano a fine partita bene a differenza di altre squadre. Dobbiamo essere attenti a preparare la partita”. Assente sicuro Bonucci, squalificato, che sarà sostituito da Rugani: “Demiral sta bene ma deve ritrovare l’efficienza fisica. Stiamo lavorando su questo. Rugani ha giocato poco per colpa mia, non sono d’accordo sul giudizio sulle prestazioni, meritava di giocare di più. A Milano fino al 60′ aveva fatto bene, poi è crollato insieme a tutti gli altri. Ha avuto poche occasioni perché abbiamo ritenuto che l’esperienza e la personalità di Bonucci fossero importanti”. Infine la crescita di Rabiot e le panchine di Pjanic: “Adrien ha caratteristiche non comuni, quando strappa ne ho visti pochi come lui. Ha un carattere chiuso, ha cambiato squadra e nazione, ma ora sta venendo fuori. Fa tutto parte di un percorso. Sta giocando anche con un bel livello di personalità. Dà la sensazione di sicurezza in campo. Pjanic è stato fuori due partite in cui abbiamo fatto una scelta sulle caratteristiche degli avversari: abbiamo affrontato squadre fisiche. Sta bene e ha fatto un lavoro specifico sulla forza”.



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Redazione Football

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