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Football Economy – Preziosi del Genoa: “Dal Covid-19 danni per 20-30 milioni”

Football Economy Preziosi del Genoa Dal Covid19 danni per 20-30 milioni

REGGIO NELL’EMILIA, ITALY – SEPTEMBER 02: President of Genoa CFC Enrico Preziosi attends the serie A match between US Sassuolo and Genoa CFC at Mapei Stadium – Citta’ del Tricolore on September 2, 2018 in Reggio nell’Emilia, Italy. (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

Nel weekend ripartirà finalmente, dopo ben tre mesi di stop, la Serie A. In vista della ripresa del campionato, la Gazzetta dello Sport ha intervistato il presidente del Genoa Preziosi, il quale ha parlato tra i vari argomenti, anche delle conseguenze a livello economico causate dalla pandemia generata dal Covid-19.

A Genova, sponda rossoblu, si respira un clima sereno nonostante la 16esima posizione in classifica che vede il club invischiato nella corsa salvezza: “Serve una premessa . Questo periodo di stop non ci ha favorito, perché eravamo già in forma prima della sosta. Lo dicono i risultati: abbiamo vinto tre delle ultime quattro gare, prima c’era stata la buona prestazione di Bergamo, preceduta dal pari di Firenze, dove abbiamo sbagliato un rigore e avremmo potuto vincere. Tutti dati confortanti, con un’origine lontana, perché da gennaio in avanti siamo stati abbastanza sereni. Certo, la ripartenza è sempre un’incognita. Mentalmente abbiamo solo un obiettivo: salvarci il più in fretta possibile. Le qualità ci sono“.

“Il naso è fuori dall’acqua, ma è lunga per arrivare ad asciugarsi” sono le parole del tecnico Davide Nicola di cui si è detto che ha in sè un pragmatismo dolce. “Concordo sul termine. Nicola ha modi gentili, ma non è una mia scoperta dell’ultimo momento. Non sapete che già prima del suo arrivo a Udine avevo avuto contatti con lui. La conoscenza c’era, e sarebbe venuto volentieri a Genova. Ma aveva già dato la sua parola all’Udinese. Quei due incontri mi avevano convinto di essere di fronte a una persona perbene e ad un tecnico preparato. Ha modi gentili, ma il gruppo lo segue perché è pragmatico”.

Il tecnico è stato capace di azzerare tutto, ridando fiducia pure a chi sembrava fuori dal progetto, come Sanabria, e ai nuovi arrivi voluti fortemente dal presidente che a gennaio ha rivoluzionato la squadra. L’arrivo a sorpresa di Perin, in un ruolo che sembrava coperto. Il ritorno di Behrami, la rivelazione Soumaoro, che con Masiello ha blindato la difesa.

Tornando sul periodo di lockdown Preziosi rivela: “Una situazione come quella ti impone una riflessione che spazia dal calcio alla vita familiare ed aziendale. Non sono un ragazzino rampante: a 72 anni ne ho viste di tutti i colori, quindi ho fatto riflessioni sul senso della vita, sulla volontà di inseguire certi sogni, e quale sia lo spazio che ti rimane nel fare cose che abbiano un’utilità per te e per le persone che ti circondano. Eravamo pronti per andare in Borsa (con la Giochi Preziosi, n.d.r.), stavamo trattando con due fondi e la trattativa era praticamente conclusa. Nelle difficoltà, uno può andare in depressione, altri reagiscono. Le persone si misurano così: io ho reagito, superando anche mentalmente questo problema. Un dramma così enorme ci impone cambiamenti”.

Tornando al Genoa, squadra che tiene in Serie A da tredici anni: un record nel Secondo Dopoguerra. Solo altre otto squadre vantano un risultato simile o migliore, ma nonostante questo il rapporto con la piazza non sempre è stato idilliaco. “Nel calcio la riconoscenza non si può riscontrare nel tifoso moderato, che fa il confronto con altre realtà e ha il desiderio di risultati migliori. Si viene giudicati in qualche maniera sulla base dei risultati, ed a volte non bastano tredici anni di sacrifici, personali e della mia famiglia. Mi auguro che prima o poi questo venga compreso: spero che si vada verso un futuro migliore per il Genoa. Laddove ce ne fosse la possibilità, sono pronto a fare un passo indietro. Ma, questo, tutti già lo sanno”.

Il bilancio 2019 è stato chiuso con un attivo di 10 milioni, ma dopo il lockdown: “Abbiamo quantificato una prima stima dei danni intorno ai 20-30 milioni. Sky non ha ancora pagato. E poi ci sono gli sponsor, che non hanno avuto la visibilità auspicata. In più si perdono gli introiti della biglietteria, se allo stadio nessuno entra. Bisognerà capire come far fronte a questo danno, un problema di tutti”.

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Redazione Football

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