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Football Economy – L’ impatto socioeconomico del “Sistema Calcio” supera i 3 mld di euro

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L’impatto socioeconomico del “Sistema Calcio” supera i 3 miliardi di euro. Di questi, circa un terzo è imputabile ai risparmi generati da benefici prodotti a livello sociale, mentre più del 40% dipende dai risparmi in termini di spesa sanitaria.

Enrico Letta, AREL

E’ stata presentata nella Sala Koch del Senato della Repubblica a Roma la nona edizione del ‘ReportCalcio’, lo studio della FIGC realizzato in collaborazione con AREL (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC (PricewaterhouseCoopers).

Oltre 3 miliardi di euro nella stagione 2017/2018. E’ questo l’impatto socio-economico del calcio in Italia secondo il “ReportCalcio”. La cifra, calcolata grazie a un programma di studio avviato in condivisione con la UEFA – attraverso un modello denominato “Social Return On Investment Model” –, prende in considerazione l’indotto economico (742,1 milioni di contributo diretto all’economia nazionale), sanitario (1.215,5 in termini di risparmio della spesa sanitaria) e sociale (1.051,4 milioni di risparmio economico generato dai benefici prodotti dall’attività calcistica) del “sistema calcio” in Italia.

L-impatto-socioeconomico-del-“Sistema-Calcio”-supera-i-3-mld-di-euro

I ricavi continuano a crescere ma anche costi e indebitamento. Questa è la fotografia, in chiaroscuro, della situazione economico-finanziaria del nostro calcio che emerge dai dati resi disponibili dal ReportCalcio 2019.

Andrea Samaja, PwC

Anche per la stagione 2017-2018, i numeri relativi ai ricavi del calcio professionistico confermano un trend di crescita che supera per la prima volta i 3,5 miliardi di euro. Un contributo significativo a tale risultato è riconducibile ai ricavi da ingresso stadio che hanno registrato la crescita più rilevante degli ultimi 10 anni (+22,4%) e ai ricavi da sponsor e attività commerciali (+9,5%). Questi dati testimoniano probabilmente, dal punto di vista sportivo, la ritrovata competitività (anche a livello internazionale) del nostro calcio e, dal punto di vista gestionale, la volontà strategico-commerciale dei club di sviluppare fonti di ricavo diverse dai diritti televisivi (che oggi contribuiscono ancora per circa un terzo dei ricavi complessivi). Tuttavia, sotto questo punto di vista, rimane ampio il gap da colmare rispetto agli altri Top Club europei. Se è vero che crescono i ricavi, ancora di più crescono i costi e in particolare quelli riconducibili al costo del lavoro (+5,9%) e ad ammortamenti e svalutazioni (+11,7%). In particolare, dopo 3 stagioni nelle quali il calcio professionistico aveva registrato un miglioramento delle performance economiche, nel corso della stagione 2017-2018 il risultato netto è significativamente peggiorato (segnando un -37,8%).

La FIGC rappresenta una delle 7 Federazioni calcistiche europee pilota studiate dalla UEFA, insieme a Svezia, Scozia, Polonia, Romania, Malta e Lettonia. A livello aggregato, le 7 Federazioni in questione hanno prodotto un impatto socio-economico pari a 6,3 miliardi di euro (di cui 1,5 miliardi afferenti al settore economico, 2,1 miliardi a quello sociale e 2,7 miliardi a quello sanitario). Le stesse possono contare su un numero complessivo di calciatori tesserati pari a 10,6 milioni. Il dato complessivo relativo al calcio italiano (3,01 miliardi) rappresenta per distacco l’indicatore più rilevante registrato nello scenario europeo, davanti a Svezia (1,9 miliardi), Scozia (579 milioni) e Polonia (462 milioni).

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Redazione Football

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